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Tinture
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Patrizia Calefato / carnet / tinture naturali
Tinture
naturali Il colore degli abiti che ci mettiamo addosso non è solo un segno visibile, ma anche un indizio sensibile della dimensione tattile del vestire. Il colore è cioè un mezzo attraverso cui riusciamo a “sentire” sulla pelle il tessuto, oltre che vederlo e mostrarlo. E se il tessuto è uno dei testi di cui il nostro immaginario è fatto, il suo intreccio – costituito di trama, ordito e colorazione – racconta diverse storie: una di queste storie è quella che riguarda proprio la tintura dei tessuti, una delle fasi più inquinanti del loro processo produttivo perché i residui dannosi vengono eliminati in genere nelle acque di scarico. In alternativa è possibile ricorrere alle procedure naturali di colorazione, per realizzare le quali poteri affascinanti spettano alle piante tintorie, le cui doti di trasformazione stabile del cromatismo dei tessuti sono conosciute da epoche antichissime. La nomenclatura scientifica delle piante tintorie richiama alla mente vecchi erbari ed evoca procedure ai confini con l’alchimia: dalla Isatis tinctoria L. si ottiene il colore blu, dal Carthamus tinctorius L. e dalla Rubia tinctorum L. il rosso, dalla Reseda luteola L., dalla Anthemis tinctoria L. e dalla Genista tinctoria L. il giallo. Il mallo e le foglie del noce, contenenti tannini, permettono la tintura, oltre che dei capelli, anche dei tessuti in un tono particolare di marrone. E un arbusto tropicale chiamato “campeggio” produce un rosso-bruno speciale. L’indaco, uno dei colori più nobili per tradizione, si ottiene invece dal guado, una pianta che spesso si trova ai cigli delle strade raggruppata in cespugli dai fiori gialli, oltre che dalla “esotica” Indigofera. All’interno del discorso della moda, il tema della “naturalezza” è da tempo entrato a far da contraltare alla febbre ipertecnologia dei “tessuti intelligenti” e delle integrazioni cyborg, ma questo tema investe finora, più che i colori, i tessuti - cachemire, cotone, velluto, chiffon e lana in testa, materiali peraltro mai scomparsi dallo scenario del vestire comune. La naturalezza cromatica è infatti costosa, e un maglione tinto con essenze ricavate delle piante si colloca ancora entro una fascia di consumo di lusso. La dimensione tattile del tessuto e del suo colore ci fa però oggi riflettere su quanto importante sia sfrondare questo contatto di tutto il peso di una produzione che ha in gran parte ucciso il rapporto tra esseri umani e natura. Forse il nostro corpo continua a nascondere da qualche parte un “segreto”, una “riserva” che resiste alla disumanizzazione, e nel richiedere addosso a noi un contatto “naturale” probabilmente alludiamo implicitamente, senza nemmeno saperlo, a questa esigenza di resistenza. Boxino 1 colori naturali Le aziende
di abbigliamento si associano ancora timidamente alla ricerca nell’ambito
della tintura naturale, come quella che vede attualmente in Italia attiva una
comunità agrituristica marchigiana, “La Campana” di Montefiore dell’Aso
(AP), in collaborazione le Università di Bologna e di Camerino ed Enti agricoli
marchigiani.
Attraverso uno studio minuzioso e una cura amorosa verso le piante tintorie
coltivate all’interno della tenuta, i curatori del progetto – realizzato nel
contesto di una comune che convive in forma associata dall’inizio degli anni
’80 - si sono posti l’obiettivo di realizzare a prezzi contenuti procedure
di colorazione naturale che entrino nella produzione anche di grosse marche nel
settore del tessile e della moda. Boxino 2 tinture naturali L’indaco,
uno dei colori fondamentali, collocato tra l’azzurro e il violetto, è anche
un colore dalla nobile storia, in cui il nome del colore si confonde con il nome
della sostanza, che si produce sia dal guado sia dalla indigofera, una pianta
tropicale “proveniente dall’India” (come dice il suo nome) a lungo
esportata in tutto il mondo. Sul ruolo simbolico, archetipico, emblematico, di
questo colore, e del blu più in generale nella storia, lo studioso francese dei
simboli, Michel Pastoreau, ha scritto un affascinante testo, Blu.
Storia di un colore, che lo esamina come prodotto di varie costruzioni
culturali.
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