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Cina
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Patrizia Calefato / Carnet / Cina Patrizia Calefato – Rubrica moda: Cina (Carnet giugno 2003)Un’esplosione di ideogrammi, lacche e decori jacquard compaiono questa stagione anche nelle collezioni delle griffe. Cavalli inventa una Cina sgargiante, Bluemarine decora di peschi i pantaloni di seta, Marras cita una farfalla sulla blusa, Galliano mette in testa alla sua donna un cappello da portatore di risciò. Ai piedi, sabot in seta (Bluemarine) o sandali a spillo con la suola laccata (Casadei), decorati da ideogrammi (Fendi); in mano, borsette in stile “lanterne rosse” con scarabeo di giada per chiusura e rami di bambù ricamati (Valentino). L’occidente
torna a vestire una Cina idealizzata, mentre i ragazzi di Pechino e Shangai
indossano jeans e t-shirt. Mentre le nuove élite delle metropoli impaurite
dalla SARS, in completi di Armani e borse da lavoro Vuitton, affollano le strade
di Pudong (il quartiere dei centri dirigenziali di Shangai) alla ricerca di
locali lounge. Mentre i grattacieli
progettati da John Portman, l’architetto delle megastrutture e degli
spettacolari hotel nordamericani, si allineano nel cielo di Tomorrow Square a
Shangai e ospitano gli hotel degli affari di Pechino e Shandong. Mentre Quentin
Tarantino, nel suo prossimo film Kill
Bill attinge alla tradizione cinematografica di Hong Kong. Tra dragoni sugli
abiti, alta finanza e discipline dello spirito e del corpo, qual è la Cina più
vicina? Boxino Cina 1La
serie di gioielli Le baiser du dragon
di Cartier mette in scena, condensato in ciascun elemento, il mistero delle
simbologie e della scrittura cinesi. La collezione si ispira a segni orientali
dell’arte e della leggenda ai quali fa da sfondo la figura mitologica del
dragone sulla cui forma sono forgiati alcuni pezzi. Il “fen ling”, la
campana a vento al cui tintinnio si prepara la stagione dei monsoni, dà vita a
pendenti asimmetrici che sembra di poter sentire risuonare mentre gli onici, i
diamanti e i rubini urtano tra loro e fanno “respirare” i colori. Boxino 2 CinaUn
motivo ricorrente nella decorazione di indumenti e accessori ispirati
all’estremo oriente è quello dell’ideogramma. Sia quello giapponese che
quello cinese compaiono quasi come delle “citazioni”, incomprensibili per
chi non conosca queste lingue, eppure godibili proprio per il loro carattere
ornamentale, per la loro funzione estetica, per la precisione dell’arte
calligrafica che evocano. L’ideogramma è un concetto fatto scrittura: in
questo senso il suo ruolo nel linguaggio è molto diverso da quello di una
lettera dell’alfabeto. La calligrafia orientale è una filosofia e una forma
di conoscenza antichissima. L’arte novecentesca occidentale ne è stata
ispirata, e oggi la moda utilizza l’ideogramma compiendo l’operazione
paradossale di copiare in serie sull’indumento quello che solo una mano
sapiente riesce a fare.
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