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sono qui presentati alcuni miei libri e saggi,
anche non indicati nella presentazione:
Lusso
Spivak
Nel
linguaggio
The
Clothed Body
Testualita'
elettroniche
Libri in collaborazione:
Discipline della moda (a cura, in coll. con B. Valli e B. Barzini),
Napoli, Liguori, 2003.
Logica, dialogica, ideologica. I segni tra funzionalità ed eccedenza (a
cura, in coll. con S. Petrilli), Milano, Mimesis, 2003.
Libri a cura:
Cartografie dell'immaginario
Cinema, corpo, memoria
Autore: Patrizia Calefato (a cura di)
Giuliana Bruno, Patrizia Calefato, Lidia Curti, Luisa Betti, Silvia Carotenuto,
Pina Mandolfo, Clelia Pallotta, Francesca De Ruggeri, Benedetta Barzini
Prezzo: € 12,39
ISBN: 88-87995-03-6

Lo scorcio qui assunto riguarda
alcuni aspetti delle rappresentazioni dei corpi nei media - cinema, pubblicità,
moda, fotografia - nella letteratura e nella cultura popolare.
Un classico:
Moda,
corpo, mito, Roma, Castelvecchi, 1999
Vintage: i libri di
Patrizia Calefato pubblicati da Costa & Nolan:
Mass moda, 1996
Moda e cinema, 1999
Capitoli di libri:
Patrizia
Calefato ha scritto la voce "Griffe e tatuaggi" nel Nuovo
lessico urbano, a c. di Francesco Indovina, Milano, Angeli, 2006.

Patrizia Calefato
ha scritto il capitolo "Linguaggio e genere nel femminismo dell'ultimo
decennio" per il volume La
nuova Shahrazad. Donne e multiculturalismo, a
cura di Lidia Curti, con
S. Carotenuto, A. De Meo, S. Marinelli, Napoli, Liguori,
2004.

Donne,
lussi e lussurie: frammenti, di visioni, di corpi e di scritture del discorso
alimentare,
in Il cibo e le donne nella cultura e
nella storia, a c. di M.G. Muzzarelli e L. Re, Bologna, CLUEB, 2005, pp.
215-230.

Il
linguaggio del vestire e della moda,
in Semiotica della moda, a c. di
M.Baldini, Roma, Armando, 2005, pp. 196-203.

La
escritura/lectura electrónica en la plaza de la red,
in Textualidades electrónicas, ed. Laura Borras Castanyer,
Barcelona, Editorial UOC, 2005, pp. 115-127.

Pornografie:il
nome proprio e l’abiezione del volto,
in E. Bonelli, a cura, Segni particolari.
L’immagine del viso, l’immaginario del nome proprio, Urbino,
Quattroventi, 2004, pp. 53-65.

Cura e
introduzione di P. Calefato al libro di Rey Chow
Il sogno di butterfly, Roma, Meltemi, 2004.
Libri di P.
Calefato pubblicati per le edizioni B. A. Graphis
Lingua
e discorso sociale
Metafora
e immagine. Corpo, cinema, letteratura, comunicazione
Mode,
miti, stereotipi: il mito
Sociolinguistica
Sociosemiotica
Testualità
elettroniche
Libri
di P. Calefato pubblicati per le edizioni Palomar
(1994)
(2003)
Libri
di P. Calefato pubblicati per le Edizioni Dal Sud
(1986)
"Parlare
il corpo" con le sue maschere, a cominciare da quella che nella nostra
cultura è la superficie più letterale: l'abito, forma di un rapporto del corpo
con il mondo e con gli altri corpi. L'abito riveste, e nella iterazione è il
richiamo a successive e infinite superfici, a una metamorfosi, che fa sì che il
punto limite del corpo non sia il "corpo nudo" ma il ripetersi dei
rivestimenti. La moda rappresenta una scrittura dell'abbigliamento, e qui
'scrittura' sta per tutto ciò che traduce, interpreta, costruisce e
decostruisce il corpo, superandosi sempre: la moda si origina nel contrasto tra
travestimento e carattere, e si fonda sul paradosso dell'obbligatorio e
dell'immotivato. Solo l'abito e il maquillage possono esemplarmente esporre il
corpo a un rapporto con la letteratura, l'iconografia, il mito, l'immaginario,
le tecnologie, poiché ne "abbassano" la dignità fino alla
frivolezza. Il rapporto tra scritture valica la sistematicità di struttura: è
una scienza 'poco seria", singolare e un po' curiosa di tutte le altre
scienze.
(1996)
Scrivere come
vedere: il paragone è di Christa Wolf, che nelle Premesse a Cassandra paragona
l'opera dello scrittore/scrittrice alla funzione di disvelamento messa in atto
dalla veggente troiana. Scrittura è ciò che si dà non nella forma della
trascrizione, della messa in parole di linguaggi precedentemente posseduti,
bensì in quella della generazione di linguaggio, sia esso verbale o non
verbale, come processo in divenire.
La letteratura, l'arte, il cinema, sono sistemi che partecipano della
scrittura come condizione di possibilità del linguaggio: possibilità di vedere
oltre gli stereotipi e il senso comune, e possibilità anche di rendere noti,
svelati benché mascherati, gli statuti socio-linguistici in base ai quali è
organizzato nel mondo l'accesso al discorso.
Da sempre le donne hanno varcato questo accesso con diffidenza, timidezza,
reticenza, data la loro condizione subordinata nelle gerarchie sociali e la loro
espressività spesso eretica rispetto all'ordine del discorso.
Eppure, il più delle volte, quando una donna ha realizzato il passaggio
dal silenzio alla parola nella forma della scrittura, lo ha fatto con tale forza
e tale carica dirompente da passare a pieno titolo nel campo della
sperimentazione più ardita e della rivoluzione dei linguaggi.
Le donne cui questo libro è dedicato si inscrivono a pieno, pur in forme
diverse, in questa tensione. E l'analisi dei testi può permettere di giungere
ai luoghi di trasformazione del segno parola, immagine, suono dove è possibile
vedere come i segni, pur nella loro autosussistenza estetica, richiamino stili e
discorsi la cui interrelazione può mostrarsi pregna di valori non stereotipati.
Libri
di P. Calefato in castigliano
(2003)
Roland
Barthes en los años sesenta decía que el cine había llegado a ser 'el modelo
de los medios de comunicación de masas' y así podemos seguir considerándolo,
ya que 'las metáforas y las narraciones que el cine nos muestra son parte
integrante de la vida cotidiana', nos relata la coordinadora de este magnífico
estudio, Patrizia Calefato.
Los textos que componen este libro tienen en cuenta muchos de los estudios que
se han especializado en cine, haciendo hincapié a la relación entre vestuario
y dimensión social.
Los seis capítulos manifiestan como, en el mundo imaginario que construye el
cine, el vestido es una pieza fundamental. El vestido es identidad sexual, es el
paso del tiempo o incluso la forma como el presente imagina el cuerpo del
futuro. Con el gesto de vestirse llenamos el cuerpo de textualidad dentro de una
sala de rodaje.
El
sentido del vestir, Valencia, Engloba, 2002
Con el traje, el cuerpo se expone a
una transformación constante. Vestirse tiene que ver directamente con sentir
placer, el placer de la moda como imagen, porque la moda constituye un lenguaje
de signos, a través de los cuales el ser humano se presenta en sociedad y se
distingue del resto. El sentido del vestir ayudará al lector a entender todas
las facetas a las que llamamos moda, como son el traje, el estilo, el gusto, las
modelos, el cine... El libro posee un estilo que combina la escritura 'subjetiva'
con el género ensayístico, así mismo nos ofrece una mirada socio-semiótica,
cuya lectura apasiona en todo momento pues ofrece un tema de máxima actualidad
y un punto de vista contemporáneo de la autora del texto. Patrizia Calefato,
profesora de sociolingüística en la Universidad de Bari, es en estos momentos
una de las principales investigadoras de las teorías del lenguaje y de los
signos, referentes a la moda y los estudios de la misma. En palabras de su
autora, 'este libro explora la fenomenología del vestir a través de algunas
manifestaciones de las modas y de los modos que el cuerpo asume particularmente
en su realidad contemporánea'.
Fronteras
de papel,
(in coll. con P. Zaccaria), a
c. di M. Arriaga Florez, Sevilla, Mergablum, 2003
“Automatismo
y memoria en los signos de la fotografía”, Ed. Episteme, S.L., Valencia, 1996
El
cuerpo y la moda,
Valencia, Eutopias - Episteme 1989
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